Fucili Carcano mod. 1891

sei esemplari del fucile Carcano mod. 1891 di proprietà del Tiro a Segno Nazionale Sezione di Spoleto.

Il 4 marzo 1892, la Commissione Italiana sugli armamenti adottò il fucile da 6,5 mod. 1891.
Il 29 marzo 1892 il Regno d’Italia adottava ufficialmente il Fucile Modello 1891 come arma di fanteria in sostituzione del Vetterli-Vitali.
Il modello si deve a Salvatore Carcano (molto simile a quello adottato dalla Mauser ma semplificato), mentre per il sistema di caricamento venne adottato quello Mannlicher a pacchetto del Fucile Mod. 1888 (“di commissione”) tedesco.
Il moschetto da Cavalleria venne adottato il 15 luglio 1893 ed il mod. T.S. il 6 gennaio 1900.
Il fucile da 6,5 mod. 1891 è un’arma è a ripetizione ordinaria.
Serbatoio centrale capace di sei cartucce. Congegno di sicurezza che mette la molla in posizione di riposo.
Appoggio anteriore ad alette, simmetrico.
Rigatura con inclinazione progressiva, da sinistra a destra, righe; 4. Alzo a quadrante, con zoccolo ad alette, graduato da 6 a 20 (tacca di mira fissa per distanze fino a metri 300; ritto abbattuto: metri 450;
ritto fissato nelle tacche di graduazione dello zoccolo per distanze da metri 600 a metri 2.000).
In altre parole, la canna del fucile 6,5 mod. 1891, a rigatura destrorsa progressiva a 4 rilievi, aveva un diametro interno di 6,5 mm tra i pieni e 6,8 mm tra i vuoti della rigatura.
Il passo della rigatura era di 578,5 mm in culatta e di 201,5 mm verso la volata.
Era lunga 780 mm, dei quali 706 mm rigati, con profilo esterno leggermente troncoconico.
Una ghiera in volata portava il mirino su incastro a coda di rondine, mentre su uno zoccolo più vicino alla culatta era fissato l’alzo.
Posteriormente la canna terminava con un ingrossamento ad otto facce e con una filettatura, tramite la quale era avvitata a caldo al blocco di culatta.

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