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Palazzo Maddaloni

Sala dell’Accademia Nazionale di Scherma in Palazzo Carafa di Maddaloni. Il palazzo Maddaloni è uno dei principali edifici di Napoli in stile barocco. Il palazzo fu eretto nel Cinquecento dal duca Cesare D’Avalos chè acquisto un suolo di proprietà dei Pignatelli. Nella prima metà del XVII secolo fu venduto al bachiere fiammingo Gaspar Roomer e alla metà del secolo ai Carafa di Maddaloni; la ristrutturazione intrapresa dai Carafa fu eseguita dall’architetto Cosimo Fanzago. Fanzago riuscì ad ottenere prospettive da quinta teatrale e, giocando sul lato di via Maddaloni, seppe sfruttare al meglio lo spazio a
disposizione per l’impostazione del fastoso portale in marmo e piperno, realizzato dallo scappellino Pietro Sanbarberio su progetto dello stesso architetto. Nel XVIII secolo la facciata venne razionalizzata con forme più geometriche. Nell’interno, dopo aver oltrepassato il fastoso portale, si accede all’androne dove sulla volta sono presenti resti di affresco; sullo sfondo, che funziona come quinta teatrale, s’intravedono il loggiato e lo scalone. Nel palazzo, sempre rifatto da Cosimo Fanzago, si aprono stanze decorate con affreschi barocchi e rococò, opera di artisti quali Fedele Fischetti, Giacomo del Po e Micco Spadaro.
L’Accademia Nazionale di Scherma ebbe come sede un salone del Palazzo Maddaloni, arredato con armi antiche concesse in prestito dal museo civico Filangieri di Napoli, fino alla seconda guerra mondiale. Nel dopoguerra si trasferì nel castello Maschio Angioino.

Sala dell’Accademia Nazionale di Scherma in Palazzo Carafa di Maddaloni. Il palazzo Maddaloni è uno dei principali edifici di Napoli in stile barocco. Il palazzo fu eretto nel Cinquecento dal duca Cesare D’Avalos chè acquisto un suolo di proprietà dei Pignatelli. Nella prima metà del XVII secolo fu venduto al bachiere fiammingo Gaspar Roomer e alla metà del secolo ai Carafa di Maddaloni; la ristrutturazione intrapresa dai Carafa fu eseguita dall’architetto Cosimo Fanzago. Fanzago riuscì ad ottenere prospettive da quinta teatrale e, giocando sul lato di via Maddaloni, seppe sfruttare al meglio lo spazio a
disposizione per l’impostazione del fastoso portale in marmo e piperno, realizzato dallo scappellino Pietro Sanbarberio su progetto dello stesso architetto. Nel XVIII secolo la facciata venne razionalizzata con forme più geometriche. Nell’interno, dopo aver oltrepassato il fastoso portale, si accede all’androne dove sulla volta sono presenti resti di affresco; sullo sfondo, che funziona come quinta teatrale, s’intravedono il loggiato e lo scalone. Nel palazzo, sempre rifatto da Cosimo Fanzago, si aprono stanze decorate con affreschi barocchi e rococò, opera di artisti quali Fedele Fischetti, Giacomo del Po e Micco Spadaro.
L’Accademia Nazionale di Scherma ebbe come sede un salone del Palazzo Maddaloni, arredato con armi antiche concesse in prestito dal museo civico Filangieri di Napoli, fino alla seconda guerra mondiale. Nel dopoguerra si trasferì nel castello Maschio Angioino.

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