Telegramma di felicitazioni al Tiro a Segno Nazionale Sezione di Brescia 1862.

Telegramma datato 5 giugno 1902 a firma di Giuseppe Zanardelli, all’epoca Presidente del Consiglio del Regno d’Italia.
Il telegramma recita testualmente: “Ringrazio vivamente Lej ed i valenti compagni dell’affettuoso ricordo e ricambio i saluti più cordiali al loro giungere a Brescia dove li attende il plauso dei concittadini per l memorabile vittoria riportata” e si riferisce al successo dei tiratori bresciani alla 4^ Gara Generale di Tiro a Segno svoltasi a Roma nel 1902.
Giuseppe Zanardelli (Brescia, 26 ottobre 1826 – Toscolano Maderno, 26 dicembre 1903) è stato un patriota e politico italiano. Fu ininterrottamente eletto alla Camera dei Deputati del Regno d’Italia dal 1860 fino alla morte. Tra l’altro, fu Ministro di Grazia e Giustizia nel governo Crispi I, ed autore del nuovo codice penale, rimasto in vigore fino al 1930: un codice altamente avanzato per l’epoca, in quanto aboliva la pena di morte.
Il telegramma è indirizzato a Giuseppe Fugini Brescia: il Fugini era il Presidente del Tiro a segno di Brescia all’epoca.
Nel 1890 Giuseppe Fugini, figlio di Gaetano, ereditò l’azienda di famiglia fondata dal nonno Luigi intorno all’anno 1835.
L’azienda fu una rinomata fabbrica di coltellerie speciali per uso agricolo, forbici da potatura e da lavoro, strumenti chirurgici, rasoi, temperini e altri utensili da taglio. Giuseppe Fugini la condusse per 65 anni!
Alla Stocchetta, dove portò la sua industria, ai vecchi magli ad acqua Giuseppe Fugini sostituì nuove macchine a caduta per lo stampaggio degli acciai, importò dalla Germania nuove affilatrici e pulitrici per la coltelleria, per una migliore e più perfetta produzione; curò al massimo l’espansione commerciale, affiancando i professori delle scuole di agricoltura e delle cattedre ambulanti di agricoltura, ora ispettorati; creò quegli attrezzi più idonei all’agricoltura italiana allora in sviluppo, fra cui il coltello per l’innesto delle viti e delle piante, e portò il nome della Fugini in tutta Italia ed all’estero, così che alcuni ministeri dell’agricoltura di nazioni straniere, in occasione di concorsi d’asta per forniture di attrezzi agricoli, si riferivano al catalogo Fugini.
Nel 1899 il Ministro dell’istruzione scriveva a Giuseppe Zanardelli, indicando la Fugini “ditta veramente degna delle nobili tradizioni bresciane”; mentre nel 1917 il ministro Cermenati, allora ministro del commercio e dell’industria, con lettera n.28699 riconosceva alla ditta il merito di aver tenuto “alto il prestigio dell’industria italiana, paralizzando quella importazione straniera che era riuscita ad impadronirsi del nostro mercato”. 60 medaglie d’oro, 59 gran premi, 8 diplomi d’onore, ottenuti nelle varie esposizioni cui partecipò, testimoniano il cammino compiuto dalla Fugini. L’azienda fu tra l’altro presente nel 1864 all’Esposizione provinciale bresciana, nel 1855 a Parigi, nel 1881 a Milano, nel 1891 a Palermo, nel 1897 al Congresso enologico nell’allora austriaca Trento, nel 1902 a Pisa, nel 1923 a Como, nel 1950 a Tripoli.
Durante la prima guerra mondiale, dalla Stocchetta, dove già lavorava per l’esercito italiano, Giuseppe Fugini per varie ragioni, non ultima l’avanzata austriaca di Caporetto, trasferì lo stabilimento ad Erba in provincia di Como, zona nella quale esisteva allora la lavorazione della seta, incannatoi, filatoi, tessiture che però cominciarono a regredire a causa di una grave crisi incombente su quel prodotto, per poi scomparire definitivamente. L’avvento dell’industria dello stampaggio degli acciai, della produzione della coltelleria in genere, degli attrezzi agricoli, allora sconosciuti in quella zona, portò un alito di vita nell’Erbese, un nuovo tipo di industria che si sviluppò rapidamente e ne divenne l’attività predominante.
Alla morte di Giuseppe Fugini la ditta continuò sotto la direzione dei suoi figli Alberto, Luigi e Guido che incrementarono l’azienda, introducendo nuovi macchinari. Messa in crisi dalla guerra (con l’imposizione di produzione bellica), e da quella del dopoguerra, l’azienda dovette abbandonare la produzione della coltelleria e ridusse quella degli attrezzi agricoli per potenziare la produzione di pezzi stampati per conto terzi. Nel 1980 la produzione varia da pezzi di pochi grammi fino a un massimo di 18/20 Kg. eseguiti sui disegni dei vari clienti. Personale specializzato, macchinari modernissimi per la fabbricazione degli stampi e per lo stampaggio dei pezzi, pongono la Fugini tra le migliori industrie del settore e mediante controlli continui ed accurati durante le lavorazioni raggiunta una produzione con tolleranze di materiale in più o in meno di 2/3 decimi di millimetro su pezzi che debbono essere lavorati meccanicamente.

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